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PAGELLE/ NESTA, TEMPESTA PERFETTA

Postati in PAGELLE su novembre 18, 2007 da rg88metal
ELEGANTE, PRECISO E PUNTUALE, SANDRO NESTA E’ BANDIERA E PENNONE DELLA RETROGUARDIA ROSSONERA, BALUARDO DI CLASSE CRISTALLINA CHE FA RIVIVERE IL MITO DI CAPITAN BARESI

ALESSANDRO NESTA è da ormai sei stagioni il brillante pilastro leader della linea difensiva rossonera. Nelle nove stagioni nella sua amata Lazio aveva vinto tantissimo ed era diventato una vera bandiera, consacrandosi come miglior difensore del mondo: sembrava un sogno utopico il poterlo strappare al club capitolino per vestirlo di rossonero. Eppure il destino sembrava averlo designato erede di Franco Baresi, reincarnazione in tutto e per tutto del mitico capitano: un giorno l’avremo visto rossonero, diceva il cuore. Infatti nell’estate 2002 il mitico centralone laziale accetta di passare al Milan, per vincere ancora e con maggior continuità, e soprattutto su palcoscenici ancor più blasonati e con colori rispettati e onorati a tutte le latitudini: il rosso e il nero. Dopo un bravissimo e fulmineo ambientamento Nesta prende il comando, col gemello Maldini, della difesa: il Milan vola, “Castore e Polluce” blindano la porta di un super Dida. Nesta è stellare da subito: ricordo una sua sforbiciata bellissima, sulla linea di porta, con la quale salvò un gol del Deportivo in una trasferta che il Milan vinse 4-0. A fine anno arrivarono Champions e Coppa Italia, e Nesta fu determinante, grandioso, in entrambe. In Europa segna anche un rigore nella finale con la Juve in Coppa Italia sigla di testa il gol che ci porta in finale, lui che golaedor certo non è (3 gol soli con la Lazio!). Come l’anno dopo: mostruoso lui, mostruoso Maldini e scudetto rossonero. Nelle due stagioni successive il rendimento resta alto, ma Sandro subisce alcuni fastidiosi infortuni. Uno, nell’estate 2006, gli rovina il mondiale e mina la sua stagione rossonera: sparito dal campo, Nesta torna dopo la sosta. E torna alla grandissima, condottiero stellare, elegante, preciso, puntello che blinda la difesa e spinge il Milan alla seconda Champions in 5 anni. E questa stagione, dopo l’addio alla Nazionale, per lui è partita benissimo: è sempre tra i migliori in campo per il Milan.

CLASSE E TECNICA. Sandro è uno dei pochi difensori dai piedi buoni: elegante, preciso, mago dell’anticipo a tutto campo. Dietro è sempre incommensurabile. E poi come il suo predecessore Franz Baresi è spettacolare nell’impostare le ripartenze e ammirevole nelle falcate palla al piede e testa alta con la quale esce dal reparto fiondandosi verso l’attacco. Una caratteristica che ha maturato sotto gli stendardi rossoneri, a ulteriore conferma che è nel suo dna essere l’erede del mitico Capitano. VOTO 9

FISICO E CORSA. Nesta è un bestione che lotta e combatte gladiatoreo con ogni avversario: non è facile buttarlo giù, contendergli la palla o cercare di superarlo in velocità. Tempesta perfetta è tempestivo sempre nel fiondarsi nel cuore dell’azione. VOTO 8,5

PERSONALITA’. Era capitano della Lazio, crisma che sembrava eterno: e invece è diventato “capitano” anche nel Milan, nel senso che da subito è stato un senatore, un leader del gruppo, una banmndiera carismatica e piena di personalità. In campo governa e dirige con autorità, fuori è un ragazzo dalla simpatia estremamente contagiosa, un casinaro sempre allegro e che dà un notevole apporto di entusiasmo alla truppa. VOTO 8,5

CONTINUITA’. In passato ha pagato qualche infortunio di troppo; comunque, fato a parte, Sandro è eccellente nel disputare sempre partite di altissimo livello. Raramente commette errori gravi, e ancor più raramente non brilla per più di due partite di fila. Questa, fortunatamente, è prerogativa di quasi tutti i campioni rossoneri! VOTO 8,5

DISCIPLINA. Che dire, lui ha il compito di puntellare il cuore del reparto e lo fa sempre con ordine e puntualità, precisione, pulizia. Talvolta si inventa qualche giocata offensiva, ma solo dopo aver compiuto appieno il suo lavoro dietro. E non solo visto che spesso lo si vede anticipare avversari ovunque, attacco compreso! VOTO 8,5

IL PASSATO LAZIALE

MONDIALE AZZURRO

BANDIERA ROSSONERA

PAGELLE/ SEEDORF, MAGIE DELL’EFFETTO SERRA

Postati in PAGELLE su ottobre 19, 2007 da rg88metal
CLARENCE AI RAGGI-X: CLASSE SUPERIORE, SETA E ACCIAIO NEI PIEDI DI UN ARTISTA DAL FISICO DINAMITARDO.



CLARENCE SEEDORF, fosforo e magia al servizio del Diavolo. Sono ormai sei stagioni che il centrocampista olandese vince e diverte con la maglia rossonera addosso, tuttavia fin dal suo debutto è sembrato immedesimato in quei colori come se li vestisse da sempre. Ci ha messo poco a conquistare tifosi e compagni, divenendo un “senatore” fin dal primo anno. Merito della sua personalità aperte e intelligente, caratteristica della sua grande umanità che lo rendono una persona valorosa e affidabile prim’ancora che un grande campione. Che poi in campo Seedorf faccia, da sempre, la differenza, è un altro discorso. Dai folgoranti debutti con l’Ajax, alla stagione alla Sampdoria, fino alla gloria nelle tre stagioni al Real Madrid. Poi Seedorf si è rimesso in gioco all’Inter, ma il grigio mondo di Appiano non faceva per lui, che pareva in via declinante. Ci è voluto il Milan a rimettergli l’argento vivo addosso: clamoroso passaggio in rossonero nel 2002 e ritorno alle stelle. Da fantasista a centrocampista con licenza di inventare, Seedorf ha intrapreso una nuova vita che ben presto acquisisce i contorni predominanti che per sempre coloreranno il quadro della sua carriera: Seedorf è al Milan che rimarrà in eterno legato. Real e Ajax, anche, ma in tono decisamente minore. Perchè mai Clarence si è fermato tanto in un club, perchè col Milan Clarence ha rivinto altre due Champions e tante altre cose. Perchè ormai è uno dei filosofi pensanti più apprezzati della storia rossonera.

CLASSE E TECNICA. Seedorf ha i piedi prensili. Non è un’esagerazione, Seedorf accarezza la palla con una dolcezza tutta da gustare. Danza sulla palla con movenze feline, la tocca scandendo scintille di mirabilia; ma quando serve sa sguainare la sciabola, sfoderare missili possenti, precisi, letali. E non scordiamoci i suoi stop inimmaginabili, morbidissimi, al limite delle possibilità fisiche e spaziali.
VOTO 9

FISICO E CORSA. Massiccio centrale della mediana rossonera, guerriero di robusta consistenza, Seedorf è temibile nel contrasto fisico per merito della sua gran muscolatura tipica dell’atleta di colore. Non ha bisogno di utilizzare grande velocità, che forse neppure possiede: lui pensa e inventa senza mai dannarsi a perdere fiato. non gli serve, fa correre palla e avversari ma il suo operato grandissimo si accontenta del creare, originare, inventare una giocata scandita a rilento da tocchi di ammirazione.
VOTO 8

PERSONALITA’. I valori morali e l’intelligenza del filosofo olandese sono famosi e riconosciuti: tra i calciatori è sicuramente uno dei pochi ad avere una tale grandezza umana. Poi in campo è un leader, parla, incita, guida. Senatore nello spogliatoio, ma non per volere delle cifre o del palmares: lo era già, senatore, appena arrivato al Milan: un campione con cui parlare, di cui fidarsi. Una guida per i giovani, un confronto per i coetanei, un degno erede per i più vecchi. Forse Seedorf senatore lo era già a diciottanni, nell’Ajax. Lui è un leader nel dna.
VOTO 9

CONTINUITA’. Forse è il suo punto debole. Innanzitutto, precisiamo che nelle grandi partite lui c’è sempre e si vede; talvolta manca d’idpirazione nelle giornate meno esaltanti, ma del resto un genio è tale perchè ha bisogno di emozioni per accendere le sue creazioni; e non sempre si può essere ispirati dalle stelle.
VOTO 7,5

DISCIPLINA. Non ne ha bisogno, di schemi e tattiche. Lui si piazza nel centrocampo e crea, muovendosi libero di seguire l’istinto. Paradossalmente, è il suo istinto che disegna schemi ed equilibri del Milan, ma non è una cosa artefatta: è feeling, è la grandezza della Pantera, che pur danzando su personale ispirazione riesce a incanalare le sue doti all’interno dei deisegni di Ancelotti, che lo adora. E’ un allenatore in campo, e non di rado il mister lo “usa” per diramare in campo le sue idee e i suoi cambiamenti. Talvolta l’abbiamo visto persino discutere con Carletto su idee tattiche e schemi: così, in campo. Anche in qusto caso, probabilmente, Seedorf allenatore in campo lo era già da ragazzino.
VOTO 7,5


SUPERBABY NELL’AJAX

I TRIONFI NEL REAL

LA PARENTSI INTER

GRANDE STELLA
IN ROSSONERO

SUCCESSI A RIPETIZIONE

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