Praticamente, mai chiamato in causa. CAFU 6,5. Vivace e molto attivo sulla fascia destra. Servito sulla corsa da Kakà, crossa a Inzaghi il gol vittoria. SIMIC 6 Che sfortunato, il principe guerriero! Finalmente titolare dopo tanti mesi a guardare senza giocare nemmeno le briciole, deve abbandonare il campo per infortunio (KALADZE 6 Entra a gara incorso, rendimento concreto e costante come sempre). BONERA 6. Sicuro, attento e solido come suo dna impone. FAVALLI 6 Puntella la sinistra senza scoprirsi, è a lungo la soluzione più optata dai compagni che serono le sue avanzate. GATTUSO 6,5. Guerriglia col coltello tra i denti a con la solita immensa generosità. PIRLO 6 Non deve fare troppe magie per assicurarsi la sufficienza (BROCCHI sv). AMBROSINI 6 Fa bene il suo compito, da capitano, senza voler strafare in una notte tranquilla. KAKA’ 6,5 Ogni tanto si sveglia dal torpore e dipinge qualche scintilla, come quando serve al bacio la sovrapposizione di Cafu che genera il gol. SEEDORF 5,5 Si vede pochino, nelle ultime 2-3 partite sta pagando un pò di calo in lucidità (GOURCUFF sv). Normale. INZAGHI 6,5 Mette la sua griffe irrinunciabile arrampicandosi solitario sull’olimpo dei goleador europei, è uno scorpione letale che con i suoi passetti isterici, le sue proteste isteriche, i suoi combattimenti nervosi mette sempre sulle spine la difesa nemica.
IL MILAN GIA’ QUALIFICATO IPOTECA IL PRIMO POSTO GRAZIE AL GOL DI PIPPO INZAGHI, CHE INVECCHIA MA NON PERDE MAI IL VISCERALE AMORE PER I GOL EUROPEI: ORA HA SUPERATO GERD MULLER ED E’ IL PIU’ PROLIFICO BOMBER EUROPEO DI SEMPRE…
MILANO. Una volta segnava venti, trenta gol a stagione. Da un paio d’anni Pippo Inzaghi si accomoda in panchina e fa la riserva di lusso, segna meno gol ma sempre importanti e decisivi. Soprattutto in Europa, il suo Regno: l’anno scorso due gol nel preliminare, uno nel girone, uno al Bayern nei quarti e la strepitosa doppietta della finale di Atene; quest’anno il gol in Supercoppa e i 4 nel gironcino, compreso quello di ieri. Un gol pregno di numeri e significati. Per il Milan innanzitutto, che già qualificato ipoteca il primo posto nel gruppo; e per SuperPippo in ambito record, visto che col 63° centro Europeo diventa il bomber più prolifico della storia delle competizioni ufficiali del Vecchio Continente. Proprio così: si erano sempre conteggiati i 7 gol che lo distanziavano dal ciclonico tedesco anni ’70 Gerd Muller, ma la Uefa ha di recente appurato che quei 7 gol Muller li ha fatti in Coppa delle Fiere, competizione non ufficiale e dunque affidabile ad altre classifiche. E’ Pippo l’imperatore assoluto del gol!
LA PARTITA. Ancelotti schiera un misto tra titolari e riserve, vista la qualificazione già certa: Kalac in porta, difesa con Bonera e il riesumato Simic centrali, nonno Favalli a sinistra e Cafu a destra. Centrocampo titolare, Kakà e Seedorf con Inzaghi davanti. Il Milan parte tranquillo e gestisce il pari che sta bene a tutti. Dopo un tiro di kakà, un’occasione capita a Inzaghi servito da Favalli. Alla mezzora, lo sfortunatissimo Simic deve abbandonare il campo per infortunio, sostituito da Kaladze. Il Milan attacca via via con più convinzione e solo al ’38 arriva il primo tiro del Celtic. Il primo tempo si conclude con un tiro di Seedorf, la ripresa si apre con una punizione di Pirlo. La difesa rossonera si fa beccare impreparata su un lancio scozzese da 45 metri, che scuote la squadra intera: inizia una serie di flipper nell’area del Celtic, con un ispirato Cafu che sfreccia a sinistra e un Kakà in palla. Inzaghi sfiora il gol di testa da un passo; il gioco rossonero si svilippa spesso con gli affondi di Favalli sulla sinistra, mentre Gattuso gioca una partita di grande quantità. Kakà ogni tanto entusiasma, e da lui nasce il vantaggio rossonero. Ricky serve la sovrapposizione in area di Cafu, Marcos crossa basso e Inzaghi realizza di rapina, gonfiando d’orgoglio San Siro: 1-0. Ancelotti dà respiro a Seedorf e Pirlo inserendo Gourcuff e Brocchi, il Milan attacca convinto e sciupa altre occasioni, ma la partita si chiude sull’1-0. Griffato Inzaghi.
KAKA’, PALLONE D’ORO A SAN SIRO
RICKY IN AZIONE SUPERPIPPO, GRAFFIO LETALE
MILANO-CELTIC 1-0(primo tempo 0-0)
MARCATORE:F. Inzaghi al 25′ s.t.
MILAN (4-3-2-1): Kalac; Cafu, Simic (Kaladze dal 30′ p.t.), Bonera, Favalli; Gattuso, Pirlo (Brocchi dal 29′ s.t.), Ambrosini; Kakà, Seedorf (Gourcuff dal 24′ s.t.); F.Inzaghi. (Fiori, Oddo, W. Aubameyang, Gilardino). All: Ancelotti.CELTIC (4-1-4-1): Boruc; Caldwell, Pressley, McManus, O’Dea; Hartley; McGeady, S.Brown, Donati (Sno dal 26′ s.t.), Jarosik (Zurawski dal 33′ s.t.); McDonald (Vennegoor of Hesselink dal 20′ s.t.). (M. Brown, Baldè, Killen, Caddis.). All: Strachan.ARBITRO: Ovrebro (Norvegia).NOTE: spettatori 39.000 circa, dei quali 13.595 paganti, per un incasso di 481.527,00 euro. Abbonati 24.814 per una quota di 375.486,00 euro. Ammonito S. Brown per gioco scorretto. Angoli: 3-1. Recuperi: 2′ p.t.; 3′ s.t.
GRUPPO D 13 MILAN 9 CELTIC GLASGOW 7 BENFICA 6 SHAKHTAR DONETSK
HANNO DETTO… (da acmilan.com) FILIPPO INZAGHI: “Mi fa molto piacere aver raggiunto questo traguardo, non finirò mai di ringraziare tutti i compagni che mi hanno permesso di arrivare fin qui. Ringrazio particolarmente Cafu che mi ha fatto un assist straodinario per il gol. In Europa non è mai facile riuscire a segnare e riuscire a farlo e diventare il capocannoniere mi dà una felicità immensa. Credevo che dopo la finale di Atene il destino mi avesse già regalato tanto e mai avrei pensato di raggiungere questo record qua a San Siro, nella casa del Milan. La mia dedica è per la mia famiglia che immagino sarà felice quanto me e per il Milan. Non lo considero un record personale in quanto per realizzare un gol c’è bisogno dell’aiuto dei miei compagni. Ho da poco raggiunto le duecento partite con la maglia del Milan, spero presto di poter arrivare anche a cento gol con questa maglia. Domani si parte per l’avventura del Giappone, spero di poter tornare a casa con la Coppa che dopo Atene e Montecarlo manca a questo gruppo per poter chiudere un cerchio fantastico. Noi siamo molto motivati, stiamo bene e abbiamo a disposizione nove giorni per preparare la prima partita.” LA GRINTA DI GATTUSO SEEDORF AL TIRO KAKA’ CERCA IL GOL
DIDA 6. Incolpevole sul gran gol portoghese. Persiste nella sua brutta abitudine di respingere centralmente certi missili da lontano, rischiando sempre di servire per il tap in il centravanti appostato. BONERA 6. Tranquillo sulla destra. NESTA 7,5. Un gigante, spesso nel tormentato finale: c’è sempre, spazza l’area, sfodera serie di tackles, anticipi, colpi di testa. Un pilastro al quale si aggrappa la squadra tutta, un superbo muro contro il quale si schiantano le onde dell’Atlantico benfiquista. KALADZE 7,5. Un altro guerriero implacabile. Recupera due volte su un avversario in maniera inumana, prima dopo essere scivolato e poi dopo averlo perso qualche istante prima. Battagliero, rude, pulito nei tackle, decisivo. SERGINHO 4. Due errori imperdonabili: addormentato sulla fascia, lascia aperta una voragine dietro e nemmeno si dà da fare in spinta (MALDINI 6 Tappa la falla sulla sinistra nella ripresa). GATTUSO 7. Più passano i minuti e più si scalda, entr nel vivo, diventa fondamentale. Capitano coraggioso, si piazza a guardia della difesa respingendo col cuore (e con epici colpi di testa) i flussi violenti del benefica. In mezzo lotta col solito ardore. PIRLO 7. Apre la gara con un gol memorabile, un missile forse ancor più bello dei suoi tiri da fermo. Poi cuce e copre cenza troppi fronzoli. BROCCHI 6. Deve rimpiazzare Ambrosiani, lo fa con la solita generosità (GOURCUFF 6 alterna intuizioni incoraggianti a errori d’inesperienza e/o leziosità). SEEDORF 5. Rientrava da un piccolo infortunio, si vede pochissimo (ODDO sv). KAKA’ 6,5. A volte sparisce dal vivo dell’azione, ma quando è ispirato si distingue con tanta corsa e volenterosi passaggi. A fine gara sciupa il gol del vantaggio, dopo un sombrero sontuoso per liberarsi tra 2-3 uomini: sarebbe stata una vera magia. GILARDINO 6. Fa la sponda ma si vede poco, non per colpa sua ma perché il suo diretto marcatore, Luis, lo pesta senza sosta né riguardo fino a quando Camacho lo cambia. Il nuovo entrato, ricomincia la caccia all’uomo.
PIRLO APRE I GIOCHI, IL MILAN POTREBBE VINCERE MA ALLA FINE SI ACCONTENTA DEL PAREGGIO CHE VALE LA MATEMATICA CERTEZZA DEL PASSAGGIO DEL TURNO.
LISBONA (Portogallo). Missione compiuta, il Milan torna da Lisbona con la qualificazione agli ottavi in tasca con una giornata d’anticipo. I rossoneri avrebbero anche potuto vincere al Da Luz, ma alla fine è il passaggio del turno che conta. Sull’onda di un bolide bellissimo di Pirlo, che aveva aperto i giochi, il Milan aveva dominato per metà primo tempo, salvo subire il ritorno e il pareggio benfiquista nella parte finale della frazione. Nella ripresa la gara è stata combattuta su entrambi i fronti, ma i ragazzi si sono limitati a gestire, portando a casa il risultato minimo e sfiorando la vittoria con Kakà.
LA PARTITA. Ancelotti schiera Gilardino unica punta davanti a Kakà e al rientrante Seedorf. Bonera a destra e Serginho a sinistra in difesa, con Nesta e Kaladze (anche lui da poco recuperato dall’infortunio) centrali. Gattuso e Pirlo giocano a centrocampo con Brocchi, il gragario che rileva lo squalificato Ambrosini. Buon inizio rossonero, in una gara combattuta a centrocampo. Ben presto una fiocina di Pirlo con palla in movimento (non fa magie solo su punizione!) sblocca la gara (1-0), e il Milan domina. Serve una distrazione di Serginho per svegliare i portoghesi, ma un poderoso recupero di Kaladze salva la porta. Il Benfica cresce, e alla fine pareggia con un missile di Pereira:1-1. La gara è vivace e il Milan si fa pericoloso con Brocchi che resiste a un contrasto e va al tiro. Eppure una serie di flipper nell’area di Dida fanno tremare i tifosi italiani. Kaladze si supera ancora, recuperando sull’avversario dopo esser scivolato; Serginho, al contrario, si addormenta di nuovo, perde l’uomo e lo atterra, venendo ammonito. La ripresa si apre con l’entrata in campo dell’higlander Maldini. Il Milan attacca e Ancelotti inserisce anche Gourcuff. E’ un flipper continuo a centrocampo, col Milan che attacca in modo disordinato e inizia a soffrire le iniziative dell’ex Rui Costa, che cresce d’ispirazione. Il musagete si destreggia con assist, dribbling, tunnel e un paio di tiri da brivido. Il Benfica viaggia bene, e sfiora due volte il gol con Petit e Nuno Gomes. Kakà si vede a sprazzi, ma quando si vede è uno spettacolo. Corre molto, scatta, cerca il dialogo. Pirlo dal canto suo si piazza in difesa della retroguardia, recuperando fior di palloni su Rui Costa, come del resto un epico Gattuso. Ancelotti mette Oddo per uno spento Seedorf, la gara sembra spegnersi col Milan che gestisce. Nesta è un autentico pilastro nel spazzare la difesa, Gattuso protegge con volenterosi colpi di testa nel cuore dell’area mentre i portoghesi attaccavano disperati. La battaglia si indurisce, Nesta sembra infortunarsi ma resta stoicamente in campo e continua a far prodezze, come un decisivo tackle verso il corner. La reazione rossonera finalmente si vede con Kakà, che si libera con un gran numero e tira di poco fuori. Il finale milanista è un attacco crescente, con Gattuso e Nesta che cingono la difesa mentre la spinta di Pirlo produce un colpo di testa di Kakà pericoloso. Gourcuff alterna guizzi positivi ed errori pacchiani, così tocca a Super Sandro Nesta difendere, proteggere, spazzare, rigettare il cuore rossonero oltre ogni ostacolo, fino alla fine. E la fine dice 1-1, Milan a casa con la qualificazione in tasca. Missione compiuta. CAPITANO E GUERRIERO
BENFICA-MILAN 1-1 (primo tempo 1-1)
MARCATORI:Pirlo (M) al 15′, Maxi Pereira (B) al 20′ p.t.BENFICA (4-2-3-1): Quim; Luis Felipe, Luisao, David Luiz (Adu dal 43′ s.t.), Leo; Katsouranis, Petit; Maxi Pereira, Rui Costa, Cristian Rodriguez; Nuno Gomes (Oscar Cardozo dal 29′ s.t.). (Butt, Edcarlos, Di Maria, Nelson, Nuno Assis). All: Camacho.MILAN (4-3-2-1):Dida; Bonera, Nesta, Kaladze, Serginho (Maldini dal 1′ s.t.); Brocchi (Gourcuff dal 6′ s.t.), Pirlo, Gattuso; Kakà, Seedorf (Oddo dal 28′ s.t.); Gilardino. (Kalac, Cafu, Favalli, Ronaldo). All: Ancelotti.ARBITRO: Fandel (Germania).NOTE:spettatori 35.000 circa. Ammoniti Kaladze per comportamento non regolamentare, Serginho, Maldini e Petit per gioco scorretto. Angoli: 5-5. Recuperi: 1′ p.t.; 2′ s.t.
GIRONE G 10 MILAN 9 CELTIC GLASGOW 6 SHAKTHAR DONETSK 4 BENFICA
Sicuro e attento in quasi tutti gli interventi, sembra tornato il panterone affidabile di sempre. BONERA 6,5 Copre la fascia con duttilità e disponibilità, utilizzando all’occorrenza le sue doti naturali di stopper. NESTA 7 Il solito spettacolare mostro degli anticipi, professore di scienza tecnica e tempra cavalleresca. Autoritario come sempre nel governare il reparto e aiutare il centrocampo. KALADZE 6,5 Si conferma in grande forma: un muro arcigno ed efficace in marcatura ì, in chiusura e in fase di riproposizione. SERGINHO 6 Più che a spingere si limita a presidiare la difesa (BROCCHI sv). GATTUSO 6 Corre moltissimo, aiuta Pirlo, battibecca a modo suo: coi compagni e con gli avversari. PIRLO 6,5 Splendido il suo lancio che innesca l’1-0, splendide le sue intuizioni geniali, tracciate col compasso che sembra installato nel suo piedino. AMBROSINI 6,5 Il solito capitano coraggioso: lotta, sbraita, discute, corre, sgomita, recupera palloni, di testa arriva sempre primo; e colpisce pure un palo. Ammonito, salterà la prossima sfida. KAKA’ 7 Il Golden Boy parte piano ma quando carbura è uno spettacolo: su assist di Inzaghi segna il 2-0 con una stoccata da maestro, poi ricambia il favore e imbecca Pippo per il 3° gol. SEEDORF 5,5 Giornata di poca vena, pochi spazi e poca epica per vedere il Seedorf migliore (MALDINI sv Il capitano entra nel finale con la sua sacra grinta, ma non ha tempo di mettersi in mostra. Intanto incrementa il suo bottino di presenze, spaziale). GILARDINO 5,5 Si prende una botta che condiziona la sua brillantezza per tutta la durata della sua partita. INZAGHI 8 E’ il jolly del Milan, il nonnetto terribile che può pescarti il gol vincente quando i titolari e i ragazzini non lo beccano. Un valore aggiunto che in Europa ritrova le vibrazioni di una carriera: le emozionanti notte europee lo gasano in modo pazzesco, e Superpippo riscalda le polveri. Entra e ne segna due, serve a Inzaghi un assist decisivo, cambia da solo la partita. 62 eurogol. Mastodontico.
IL BOMBER ENTRA E SEGNA DUE RETI, KAKA’ COMPLETA L’OPERA: IL MILAN SI SBARAZZA DEGLI UCRAINI E FA UN GRANDE PASSO AVANTI IN CHIAVE QUALIFICAZIONE.
DONETSK (Ucraina). Tre a zero, e tutti a casa. Nel segno di Filippo Inzaghi, il rapace del gol, il mito intramontabile che a 34 anni si è reinventato bomber di scorta, alla Altafini, ma quando gioca in coppa riassapora le antiche vibrazioni. E non si stanca mai di punire, segnare, graffiare. Lo Shakthar non è il Real Madrid, e a dirla tutta forse non vale nemmeno l’Empoli o il Torino in termini di organizzazione difensiva e malizie calcistiche; però il Milan d’Europa non perde il gusto di strafare quando si tratta di Champions, e allora via con le danze. E’ nei secondi ’45 che arrivano i gol: appena entrato, Inzaghi si scatena, Kakà raddoppia e ancora Pippo firma il suo sessantaduesimo gol europeo: ora è a meno 7 dal record assoluto di Gerd Muller. E, a proposito di traguardi, il Milan può dirsi tranquillo in chiave qualificazione agli ottavi di finale. insomma, se il campionato piange la Coppa è sempre un godimento.
LA PARTITA. Ancelotti schiera Bonera e Serginho esterni, con Nesta e Kaladze al centro e capitan Ambrosini con Gattuso e Pirlo in mediana. Kakà e Seedorf appoggiano il bomber Gilardino. Il primo tempo è blando e noioso, lo Shakthar giochicchia per evitare di colare a picco come a San Siro; il Milan si adegua e non sembra reagire, così che gli ucraini si fanno pericolosi in alcune occasioni, come nel caso di Chygrynskiy che colpisce centralmente, o come quando al 34′ Srna vede il suo diagonale maligno deviato in angolo da Dida con grande intuito. Kakà e Seedorf ogni tanto ci provano, Pirlo innesca lanci geniali ma il marcatissimo Gilardino non può fare granchè per concretizzarli; così il Milan si limita a contenere, sfinendo ai fianchi la squadra di Lucescu. Nella ripresa il guizzo iniziale di fernandinho sveglia i rossoneri, che iniano a giocare bene, e rendersi pericolosi: Ambrosini di testa colpisce il palo su punizione di Pirlo, poi è Kakà (sempre di testa) a sfiorare il vantaggio. Ancelotti decide allora di giocarsi la carta Inzaghi, finora utilizzato part time, anzi meno; il vecchio bucaniere si ricorda come si fa a creare subito confusione, smentendo chi lo dava per appannato; Pirlo lo pesca in area e lui, Pippo nostro, fulmina Pyatov a modo suo, come lo squalo d’area che tutti hanno ammirato per anni: ’66, 1-0. Il suo ruggito fa ancora tremare l’Europa, eccome! La gara cambia ancora, lo Shakthar cerca di reagire ma Inzaghi è assatanato, e pochi minuti dopo, al ’72, prende palla in area e la incarta per Kakà: il brasiliano apprezza il dono e realizza il 2-0 con una stoccata morbida che sbatte sul palo e supera la linea di porta, tanto per ribadire all’Europa la sua grandezza. E al 93′ arriva l’atto finale sul contropiede di Kakà che, pur avendo la porta spalancata davanti a sé per la doppietta personale, preferisce restituire il favore a Inzaghi: Pippo nostro timbra ancora, 3-0, sfonda record su record e lancia il Milan verso dolci orizzonti.
INZAGHI, IL GUIZZO DEL RAPACE
KAKA’ IN AZIONE
IL GOL DI RICKY
IL SORRISO DI KAKA’
NESTA BATTAGLIA
SHAKHTAR DONETSK-MILAN 0-3(primo tempo 0-0)
MARCATORI:Inzaghi al 20′ st, Kakà al 27′ st, Inzaghi al 48′ stSHAKHTAR DONETSK (4-3-2-1): Pyatov; Srna, Yezerskiy Chygrynskiy, Rat (William dal 28′ s.t.); Ilsinho, Hubshman, Fernandinho; Jadson; Lucarelli (Castillo dal 33′ s.t.), Brandao (Gladkiy dal 40′ s.t.). (Virt, Duljaj, Lewandowski, Gai).All: Lucescu.MILAN (4-3-1-2): Dida; Bonera, Nesta, Kaladze, Serginho (Brocchi dal 40′ s.t.); Gattuso, Pirlo, Ambrosini; Kakà, Seedorf (Maldini dal 35′ s.t.); Giardino (F. Inzaghi dal 18′ s.t.). (Kalac, Oddo, Gourcuff, Ronaldo). All: Ancelotti.ARBITRO: Vink (Ola) NOTE -Spettatori 25.00 circa. Ammoniti: Kakà, Ambrosini e Fernandinho per gioco scorretto, Gattuso e Ilsinho per proteste. Angoli: 6-7. Recuperi: 1′ primo tempo; 4′ secondo tempo.
GRUPPO D 9 MILAN 6 CELTIC GLASGOW 6 SHAKTHAR DONETSK 3 BENFICA
KAKA’ INVENTA
PIPPO-RICKY: FELICITA’ E GOL
GIOIA ROSSONERA
HANNO DETTO… (da acmilan.com)
Kakha Kaladze: “E’ stata davvero una bella partita, abbiamo tutti giocato molto bene, soprattutto con molta concentrazione. Sapevamo che non sarebbe stata una partita facile perchè lo Shakhtar in casa è forte, prova a segnare tanto con molti giocatori che attaccano soprattutto dalle fasce. Mi aspettavo che nel primo tempo lo Shakhtar venisse più in avanti, poi nella ripresa dopo il nostro primo gol è cambiato tutto, abbiamo sfruttato il contropiede e abbiamo ancora segnato. Sono molto contento, perchè tutta la squadra ha giocato bene, sia chi era già in campo dal primo minuto, sia chi è entrato a partita in corso.” Daniele Bonera: “Stasera abbiamo fatto bene, personalmente cerco di mettermi sempre a disposizione nell’interpretare questo ruolo,anche se io sono più un difensore puro. In certe circostanze all’allenatore serve che giochi sulla destra e come stasera mi adatto senza alcun problema. Sulla fascia destra è difficile che possa arrivare ad essere bravo come Cafu e Oddo, ma cerco di fare al meglio quello che Mister Ancelotti mi chiede. Riguardo alla partita, abbiamo sofferto di più dopo il nostro vantaggio, fino a quel momento siamo stati praticamente perfetti. Lo Shakhtar ha iniziato a reagire dopo la prima rete di Pippo, noi però siamo stati bravi a ripartire e a dilagare.”Kakà:“Questo risultato è bello per tutti i milanisti: è una vittoria importante, in trasferta, che ci permette di raggiungere la testa del nostro girone. La chiave della partita è stata la pazienza, il primo tempo è stato più difficile, poi nel secondo tempo con l’ingresso in campo di Pippo siamo riusciti a sbloccare il risultato e da quel momento tutto è stato più facile.E’ stata una partita ricca di falli, ci sono partite in cui queste cose accadono, devo abituarmi e portare pazienza. Il mio gol di questa sera mi piace molto perchè in un momento del genere non c’è altro da fare che piazzare la palla e trovare il modo più opportuno per calciare, spero possa essere utile per la mia corsa al Pallone d’Oro. E’ stato bravo Pippo a passarmi il pallone, adesso tutti insieme dobbiamo ritrovare il gioco di squadra per continuare a fare così bene.”
KALAC E’ UN MURO INSUPERABILE: PARA TUTTO CON EFFICACIA E SPETTACOLARITA’. SEEDORF E KAKA’ STELLARI: PODEROSE LE DISCESE DEL PRIMO, SENZA AGGETTIVI IL SECONDO: MEDIANO, TERZINO, FANTASISTA, ATTACCANTE. GILARDINO, DOPPIETTA DA SERIAL KILLER.
SEEDORF VOTO 9: ARTISTA
KALAC 8.
Rimpiazza Dida squalificato, e lo fa in modo sublime. Sfodera una serie di parate memorabili, decisive, pesanti. The Man incanta san Siro, vola possente e sicuro come un guardiano invalicabile. Su Brandao, su Ilsinho, su Fernandinho, quattro volte su Lucarelli: un muro che puoi bombardare, non abbattere. Sul gol fa quello che può, ma è Oddo a pasticciare, per il resto blocca tutto: cross, punizioni, botte maligne, legnate poderose. Le sue braccia infinite captano tutto: in volo, in tuffo, scivolando, aspettando. Kalac grande, grandissimo. A fine gara lo intervista la RAI, non sanno neppure cosa chiedergli (per la semplice ragione che non è un divo) e lui, con la sua solita simpatia e il suo sorriso bambino fa: “che dire? Non diciamo niente, abbiamo vinto e basta, meglio di così!?”. Monumentale. ODDO 5,5. Spinge abbastanza, ed in un paio di occasioni va pure al tiro. Ma dietro pasticcia, è impreciso. Il gol è sul suo groppone. NESTA 6,5. Il solito gigante. Argina Lucarelli con classe e tempestività. Non ha colpe sul gol: governa la difesa, si districa con classe ed eleganza sempre. KALADZE 6,5. Autoritario, sicuro, è padrone della difesa, un muro sul quale si schiantano le frastagliate ondate ucraine. Balla un pò, come tutti, a inizio ripresa. Ma è un momento. FAVALLI 6. Puntuale e preciso nel ruolo di Jankulovski. Seedorf, Kakà e compagnia spingono come ossessi: a Giuseppe è chiesto solo di puntellare la difesa e lui lo fa senza problemi (BONERA sv). PIRLO 6,5. infaticabile geometra del centrocampo. Lancia con meno frequenza del solito, però è ordinato nel dettare temi e manovre. GATTUSO 6,5. Col nuovo look (rispolverato quasi dieci anni dopo) fa altrettanto paura. Battibecca, corre, spinge, legna, incassa, urla, incita. Si è sfogato bene Gennarino, scortando il suo Milan con la grinta di sempre. AMBROSINI 6,5. Il capitano è sempre affidabile: con i contrasti, i tackle, la grinta (EMERSON sv). KAKA’ 8,5. Mio Dio, ma questo è un mostro. Novanta minuti di assoluto spettacolo. Accelera d’improvviso e non lo vedi più, lo ritrovi quaranta metri più in là, dopo che ha messo a sedere tutti gli ostacoli che gli si sono interposti. E’ poco preciso e lucido quando arriva a tu per tu col portiere; ma le sue galoppate sono devastanti, splendide, possenti. In velocità dipinge arte pura, numereggia, dribbla, duetta, crea. Una cosa indescrivibile. SEEDORF 9. Lo vedi subito che Clarence è in serata di stelle. Il brivido della Champions lo esalta, e lui gioca e si diverte trotterellando sinuoso sulla sua corsia. E non solo. Morbido e flessuoso nell’accarezzare il pallone, serve i compagni con cross morbidi, accentra il gioco, fa impazzire gli avversari coon finte e controfinte. Suo l’assist a Gila per il 2-0. Lotta come un mediano, corre come un terzino, inventa come un fantasista. E alla fine segna come un bomber, ma non come un Inzaghi qualsiasi: Clarence da buon olandese si reincarna in Van Basten e con due mirabolanti conclusioni al volo sigilla il risultato. Splendido il primo gol: potente, preciso, nella mischia; sangue freddo, stempismo assoluto. Da hit parade il secondo, un lob increcibile da venticinque metri che scavalca l’area, i compagni, gli avversari: la traiettoria scende tracciando un arcobaleno di emozioni, san Siro la guarda rapito trattenendo il respiro; la palla si innesta nella rete tra un soffio di polvere magica e il tripudio deli tifosi esplode in un’ovazione di incredulità. Non finiremo mai di ringraziare l’Inter per averci regalato la perla del Suriname, in cambio non ricordo in cambio di quale Coco, Umit o Guly di turno!!! GILARDINO 8. Bomber rapace, golaedor straripante: due colpi di testa letali, chirurgici, per chiudere la gara in quattordici minuti. Due fucilate arrivate nella calma generale, due colpi da serial killer che hanno irrimediabilmente incanalato l’andamento del match. E poi sponde, movimenti per far salire la squadra, botte date e prese. Gila c’è (SERGINHO 6. Si rivede dopo chissà quanto tempo: sgambetta, crossa, si dimostra volenteroso). KAKA’ VOTO 8,5: DEVASTANTE
UN MILAN DEVASTANTE PIEGA LO SHAKTHAR NON SENZA PATEMI: LA DOPPIETTA DI GILARDINO NEL PRIMO QUARTO D’ORA SPIANA LA STRADA, KALAC PARA TUTTO. MA LUCARELLI ACCORCIA E LA DIFESA SBANDA: INNESCATO DA UN KAKA’ SONTUOSO, IL MILAN SI PRENDE IL 4-1 FINALE GRAZIE A DUE MAGIE DI UN SEEDORF IN STATO DI GRAZIA.
MILANO.Quattro reti che potevano essere otto, quattro squilli rossoneri ad uno Shakhtar in evidente stato confusionale per ridar tono e vitalità al Milan criticato e sminuito dell’ultimo periodo. Adesso tornerà a girare la storiella del Milan bello solo in coppa, vera o meno che sia. Quello che è vero è che un Milan a tratti devastante ha asfaltato non senza patemi la squadra ucraina, archiviando il risultato già dopo pochi minuti con una grande doppietta del ritrovato Gilardino. La superiorità rossonera era evidente e nel primo tempo sembrava già archiviata la pratica Shakthar. Come spesso accade, però, i Ragazzi sono stati bravi, oltre che a creare una messe immane di occasioni, a complicarsi la vita, e così a inizio ripresa il gol di Lucarelli ha riaperto la sfida e fatto sbandare la retroguardia di Carletto Ancelotti, sorretta da un Kalac immenso. Il Milan è stato bravo a rimettersi in cabina di pilotaggio, sovrastando nettamente gli storditi ucraini e annichilendoli con occasioni e azioni in serie. Alla fine sono arrivate altre due immensità, due sigilli indimenticabili di Seedorf: due specialità della casa per lanciare il Milan nella dolce notte europea, santificato con i crismi più sfavillanti.
IL PRIMO GOL DI GILARDINO…
…E LA SUA ESULTANZA
FORMAZIONE INEDITA. Con Dida squalificato, Ancelotti si è dovuto affidare a Zeljiko Kalac, il fido secondo. E The Man ha risposto alla grandissima, con una prestazione monstre densa di paratone eccezionali. In difesa, con Oddo a destra e Nesta-Kaladze in mezzo, si è piazzato Favalli, visto l’infortunio che ha tolto di scena Jankulovski. Solo tribuna per Maldini: meglio non rischiarlo. Centrocampo conclamato (Pirlo-Gattuso-Ambro), del resto come la regia: Seedorf più Kakà. In attacco la scelta è caduta su Gilardino, ed è sata azzeccatissima.
LA PARTITA. La prima conclusione della gara è opera dello Shakhtar, ma poi il Milan prende il comando dei giochi. Su un corner dalla destra svetta Gilardino, bravissimo a girare in rete con l’opportunismo di un rapace e l’agilità di un felino: 1-0 dopo cinque minuti e rabbiosa esultanza del bomber. I ritmi sono altissimi e le folli accelerazioni di Kakà danno ancora più palpitazioni al match; proprio Riccardino sfiora il raddoppio a tu per tu col portiere. Il Milan gioca molto bene e si gode i duetti in velocità di Kakà col partner di turno. Il fantasista è ispiratissimo, e arriva nuovamente a sfiorare il raddoppio solo davanti alla porta. Seedorf giganteggia a centrocampo, sfoderando dribbling e numeri d’alta classe; e da una sua giocata al ’14 arriva il 2-0 rossonero. Cross dell’asso olandese, testata impetuosa ancora di Gilardino e rete violata: quarto gol stagionale per Alberto e braccia al cielo. La gara non conosce freni: Nesta annulla Lucarelli con classe, mentre Kakà continua a sciorinare azioni limpide e impetuose; come quando ubriaca in velocità il suo uomo e crossa per Oddo, contrato. Il Milan conduce tranquillo, alternando azioni lente e dense di passaggi a improvvise raffiche di agonismo, curiosamente utilizzando pochissimo le fasce e aggredendo con percussioni centrali. Oltre a Kakà, il rossonero che più rapisce è Seedorf: Clarence lotta come un mediano, corre, propone l’azione e tesse trame da artista: si vede che è in stato di grazia. Negli ultimi ’10 lo Shakthar cresce ed ha alcune occasioni: Kalac è provvidenziale, prima su botta di Fernandinho e poi, scivolando, su spiovente di Lucarelli. I rossoneri insistono, e spesso gli ucraini devono fermare con decisione le discese di Kakà. La prima frazione si conclude così sul 2-0. La ripresa si apre con un potente assolo di Kakà che arriva in area ma, invece di tirare, serve erroneamente Gilardino, a cui viene intercettata la sfera; lo Shakthar si riversa allora in attacco, e un errore di Oddo nel mezzo della difesa prepara la festa ucraina: Kalac fa quello che può su Brandao, ma la ribattuta giunge a Lucarelli che al volo accorcia le distanze: 2-1: incredibilmente la gara si riapre. Kakà cerca di scuotere i suoi con l’ennesima percussione, conclusa col servizio per Seedorf, in leggero ritardo. I rossoneri a questo punto vanno completamente nel pallone. Kalac è maestoso nel placare una botta di Fernandinho, la difesa pasticcia e i tifosi sono terrorizzati. Tutta la formazione ucraina si riversa nell’area rossonera, e il portierone compie un altra mirabilante parata, su Ilsinho. I ritmi sono forsennati. Ancelotti sostituisce l’acciaccato Favalli con Bonera. Kakà continua a volare possente verso l’area, e per poco non va a rete: prima pecca d’egoismo, poi da posizione difficile coglie il palo. Le emozioni si susseguono tambureggianti. Su un corner per il Milan, la palla giunge a Seedorf che finalmente capitalizza. Clarence si coordina defilato al limite dell’area e sfodera un tiro al volo micidiale: la botta trafigge il portiere e fa esplodere l’urlo di san Siro. E’ il 3-1 che affossa le ultime speranze ucraine. Il folletto Kakà continua incontrollabile a schizzare e duettare con Clarence, il Milan attacca a pioggia e spreca occasioni su occasioni: prima con Kakà, poi addirittura con Nesta, quindi ancora con Seedorf. La serata magica di Clarence prosegue con un nuovo corner, stavolta captato fuori dalla linea dell’area: il mago oranje dipinge un’altra prodezza volante, un lob morbido pregno di effetto e potenza che si insacca nello stupore generale: 4-1, mamma mia che Milan, che partita, che Clarence!! Ancelotti soddisfatto concede la standing ovation a Gilardino, riesumando Serginho, al debutto stagionale. Ancora Lucarelli impensierisce Kalac al volo, Zelijko è ancora perfetto nel deviare in corner. Entra anche Emerson per Ambrosini, con Gattuso che diventa capitano. I rossoneri vorrebbero far segnare Kakà, ma le occasioni continuano a capitare a Clarence. Esaltatissimo, Effetto Serra sciupa altre due opprtunità, cercando dei pallonetti troppo sfiziosi per essere veri. Il Milan chiude dilagando, l’arbitro fischia la fine e i rossoneri esultano con un sorriso grosso così.
MILAN-SHAKHTAR DONETSK 4-1 (pt 2-0)
MARCATORI: Gilardino (M) al 6′ e al 14′ pt; Lucarelli (S) al 6′ st, Seedorf (M) al 17′ e al 24′ st MILAN (4-3-2-1) – Kalac; Oddo, Nesta, Kaladze, Favalli (Bonera dal 16′ st); Gattuso, Pirlo, Ambrosini (Emerson dal 38′ st); Kakà, Seedorf, Gilardino (Serginho dal 30′ st)(Fiori, Cafu, Brocchi, Inzaghi). Allenatore: AncelottiSHAKHTAR (4-3-1-2) -Pyatov; Srna, Kucher (Hubschman dal 17′ pt), Chygrynskiy, Rat; Ilsinho, Lewandowski, Fernandinho; Jadson (Castillo dal 18′ st); Lucarelli, Brandao (Gladkiy dal 30′ st)(Virt, Duljaj, Yezerskiy, Willian). Allenatore: Lucescu.ARBITRO -Luis Medina Cantalejo (Spagna), assistenti Carrasco e Gallardo.NOTE - Spettatori 36.850 per un incasso di 736.696,00 euro. Serata piovosa e fredda, terreno scivoloso. Ammoniti Ambrosini e Fernandinho per gioco scorretto, Brandao e Gattuso per comportamento non regolamentare, Lucarelli per proteste. Recuperi 1′ pt, 2′ st.
GRUPPO D 6 MILAN 6 SHAKTHAR DONETSK 3 BENFICA 3 CELTIC GLASGOW
SUPERCLARENCE!!
DA “LA GAZZETTA DELLO SPORT“: LE DICHIARAZIONI DEI PROTAGONISTI
24 ottobre 2007 – “Siamo stati molto bravi e siamo stati avvantaggiati da due gol iniziali che ci hanno permesso di giocare in contropiede”. Carlo Ancelotti tira un sospiro di sollievo. Il Milan ha giocato bene contro lo Shakhtar e dopo il 4-1 di stasera la via della Champions è meno impervia. ACCELERAZIONI -“Evidentemente – dice il tecnico – non eravamo in una crisi così profonda, ma in determinate partite soffriamo. Non è che è passato tutto con questa partita. Ci troviamo meglio di fronte a squadre che giocano più aperte. Kakà ha fatto di tutto e di più, è stato devastante nelle accelerazioni. Pallone d’Oro? Per questo premio non ha bisogno di conferme, ha già fatto tanto. Stasera è stato molto aiutato da Gilardino”. SECONDO -Gran protagonista anche Kalac, autore di ottime parate. “Sembravano i vecchi tempi di Perugia… – ha detto – vincere questa partita era molto importante”. Kalac è soddisfatto della sua prestazione e di quella del Milan. “Quando il Milan perde qualcuno deve prendersi le colpe – ha spiegato il portiere australiano – ma il Milan ha tre bravi portieri. Noi continuiamo a fare il nostro lavoro. Io faccio il secondo, Dida è il numero uno”. SPAZI -“Non è facile segnare, come attaccante devo imparare qualcosa, certo potevo fare dei gol, ma a me interessa che vinca la squadra”. Questo invece il commento di Kakà che per una volta non ha segnato anche se ha sfiorato la marcatura più volte. “Se quelle occasioni mi fossero capitate sullo 0-0 non so se avrei sbagliato, certo sono dei momenti, difficile poterlo dire”. Kakà guarda avanti: “In questo momento dobbiamo trovare la continuità, in campionato non riusciamo a fere quanto facciamo un Champions, ma non è una questione psicologica ma più di spazi direi”. LEZIOSI -Clarence Seedorf soddisfatto: “Era importante fare gol per la vittoria della squadra – ha detto l’olandese, comunque perfezionista nel cercare il pelo nell’uovo – credo che sia giusto arrabbiarsi per alcune leggerezze in campo. Siamo in un momento dove la concretezza è fondamentale e in questo senso potevamo fare meglio: siamo stati troppo leziosi ma ci poteva stare dopo tante tensioni”. Neanche un pizzico di paura dopo il gol degli ucraini. “Paura? No, siamo troppo esperti e consapevoli delle nostre capacità per averne, abbiamo gestito bene i momenti di ritorno degli ucraini”. FIDUCIA - “Sentire la fiducia del mister e di tutto l’ambiente è sempre fondamentale e quando si giocano gare del genere vuol dire che la fiducia c’è e ci si deve sentire importanti”. Così Gilardino dopo l’ottima doppietta. “La squadra ha giocato bene – continua l’attaccante rossonero – ci siamo espressi su ottimi livelli, abbiamo costruito parecchio e alla fine sono arrivati quattro gol”. “È normale che quando giochiamo con due mezze punte come Kakà e Seedorf bravissime tecnicamente creiamo sempre la superiorità numerica e siamo molto pericolosi. L’importante comunque è che arrivino i rifornimenti, che si giochi in velocità e sfruttando gli appoggi e le sponde dei compagni”.
DIDA DISASTRO, NON PERVENUTI PIRLO, SEEDORF E INZAGHI: BRILLA LA GRINTA DEI MEDIANI, BRILLA GOURCUFF MIGLIORE IN CAMPO: PERSONALITA’ IN GRAN CRESCITA.
DIDA 4.
Disastroso quando va a vuoto sul primo gol, disastroso quando respinge un tiro scozzese sui piedei del match winner McDonald, disastroso quando, dopo il buffetto dell’invasore di campo, prima lo insegue e poi si lascia farsescamente crollare al suolo (KALAC sv). ODDO 5,5. Non riesce a incidere sulla fascia. Talvolta è in ottima posizione ma i compagni non lo servono; e quando prova a crossare in area l’unica punta rossonera non può nulla contro i giganti scozzesi. NESTA 6. Calma e sangue freddo nel reggere la difesa. BONERA 5,5. Lotta e combatte, ma come tutta la difesa si addormenta sui gol del celtic. JANKULOVSKI 6. Quando attacca incide poco, col Celtic schierato col catenaccio. Almeno si fa valere in difesa, con ripetuti e autoritari interventi di testa a presidiare il fortino. PIRLO 5,5 Non riesce ad accendere la luce. GATTUSO 6. Sotto il diluvio, nella “sua” Scozia, Ringhio picchia, prende e combatte come deve. AMBROSINI 6. Il capitano si esalta quando la battaglia si fa dura, e a Glasgow c’erano tutte le condizioni per soddisfare la sua sete gladiatorea: pioggia, contrasti, botte, pubblico frastornante. E Massimo non delude, sputando in campo tutta la sua energia. SEEDORF 5. Si vede molto poco (GOURCUFF 6,5. Entra in campo voglioso e dà vivacità al milan. Sgambetta, dribbla, crossa: i suoi guizzi sono segno di personalità crescente). KAKA’ 5,5. Si vede poco in avvio, poi segna da rigore e cresce con l’ingresso di Gourcuff ma non si manifesta mai come quello che in sostanza è: il giocatore più forte del mondo. INZAGHI 5,5. Non pervenuto, mai servito (GILARDINO sv).
SOTTO LA PIOGGIA BATTENTE, MILAN E CELLTIC COMBATTONO SENZA ESCLUSIONE DI COLPI; IL MILAN PAGA TROPPA IMPRECISIONE IN DIFESA E POCO PESO IN ATTACCO, MA IL CELTIC VINCE CON SOLI 2 TIRI IN PORTA: IL PARI SAREBBE STATO PIU’ GIUSTO. GLASGOW. La panacea europea stavolta non fa effetto al Milan, che sotto la pioggia scozzese viene sconfitto dal Celtic dopo una partita dura e combattuta nella quale avrebbe perlomeno meritato un pareggino. La crisi rossonera si estende dunque in Coppa, dopo che per settimane lo scarso rendimento in campionato era stato spacciato, quasi orgogliosamente, come mancanza di stimoli per dei campioni abituati troppo bene con la Champions. Invece a Glasgow ritornano i fantasmi, che si chiamano fase difensiva talvolta troppo allegra, attaccanti che non sanno più segnare, difficoltà nello sfondare un muro difensivo che si schiera con certosina sistematicità. Dopo il vantaggio biancoverde, solo grazie ad un rigore provvidenziale Kakà era riuscito ad accorciare; ma prima della fine il Celtic colpisce di nuovo, e i Campioni d’Europa tornano a casa sconfitti. Senza farsi mancare proprio nulla: compreso un folle invasore di campo che ha colpito Dida. Con il solito stile, il Milan ha annunciato che non farà ricorso.
LA PARTITA. Dida ce la fa, e va in campo. Difesa con Nesta e Bonera in mezzo e i soliti Oddo-Jankulovski esterni. Pirlo, Gattuso, Seedorf e capitan Ambrosini a centrocampo; Kakà a supporto di Inzaghi, proprio come annunciato dal mister. Una pioggia tipicamente scozzese violenta il campo di gioco gremito di folla cantante, in una cornice di pubblico come sempre da pelle d’oca. Il Celtic inizia aggressivo, mentre il Milan è molto impreciso e anche quando prende il pallino del gioco non migliora la qualità della manovra e dei passaggi. La gara è aggressiva e combattutissima, e se dal punto di vista tecnico regala pochi spunti, da quello agonistico è tutto un contrasto, un tackle nel fango, uno scontro a muso duro. Gattuso e Ambrosini ovviamente si esaltano in quest’arena di leoni, sotto la pioggia incessante. Ma anche Pirlo non si tira indietro, e dopo un infortunio che lo porta sofferente a bordocampo decide di rimanere in campo. Il primo tempo si consuma così tra acqua, botte e fango, tutto concentrato a centrocampo, senza occasioni. Nella ripresa il Milan cerca di premere di più. L’entrata di Gourcuff per Seedorf apporta un gran innesto di vitalità e schizofrenia alla manovra, col francesino che entra subito in partita e gioca con maggior vivacità dell’olandese. La gara resta confusa, pur aumentando di ritmo, e si incanala verso la fase decisiva. Il Milan non crea molte occasioni, e la presenza di Inzaghi è inavvertibile; Il Celtic non sta a guardare e aggredisce, e così si ritrova in vantaggio: cross da sinistra, Dida va a vuoto e la difesa lo imita in tutti i suoi elementi, Mc Manus arriva sulla palla e spinge in rete: 1-0. Il Milan non si perde d’animo e reagisce immediatamente, Ambrosini è cinturato in area e l’arbitro fischia il rigore: Kakà trasforma, 1-1. La gara continua nervosa ma su ritmi più divertenti, è Gourcuff a brillare con giocate e guizzi pregni di voglia di fare ed una crescente personalità. Anche Kakà sale di rendimento. falli e contrasti continuano a fare da cornice, mentre Nesta governa la difesa con calma e sangue freddo. Ancelotti inserisce Gilardino per Inzaghi, il Milan spinge con intensità crescente pur senza creare ancora delle occasioni importanti, e mette il Celtic al muro; tuttavia gli scozzesi ribaltano la situazione in una sola azione, e al ’90 McDonald si fionda su una respinta di Dida realizzando il 2-1. Milan annichilito. Qui entra in scena il folle tifoso scozzese, che corre verso Dida e gli dà un buffetto; Nelson lo rincorre ma dopo 3 passi si lascia stramazzare al suolo clamorosamente. Entra Kalac, ci sono ’3 di recupero, ma non succede più nulla: il Milan deve trovarsi un’altra panacea.
CELTIC-MILAN 2-1(primo tempo 0-0) MARCATORI:nel s.t. al 17′ McManus (C), al 23′ Kakà (M) su rigore, al 45′ McDonald (C). CELTIC (4-4-1-1): Boruc; Doumbé (Kennedy dal 35′ s.t.), Caldwell, McManus, Naylor; McGeady (Nakamura dal 39′ s.t.), Hartley, Donati, Jarosik (Killen dal 39′ s.t.); S. Brown; McDonald. (M. Brown, Riordan, Sno, O’Dea.). All. Strachan.MILAN (4-4-1-1): Dida (Kalac dal 47′ s.t.); Oddo, Bonera, Nesta, Jankulovski; Gattuso, Pirlo, Ambrosini, Seedorf (Gourcuff dal 10′ s.t.); Kakà; F. Inzaghi (Gilardino dal 31′ s.t.). (Cafu, Simic, Favalli, Brocchi, Emerson.): All. Ancelotti.ARBITRO: Merk (Ger)NOTE: spettatori paganti 58.642; serata piovosa, terreno scivoloso; ammoniti S. Brown, Ambrosini, McDonald e Nesta per gioco falloso, Donati per proteste. Al 46′ st fuori in barella Dida, caduto a terra dopo essere stato colpito al volto da un tifoso entrato in campo e sostituito da Kalac. Angoli 5-2 per il Milan. Recuperi: p.t. 1′; s.t. 4′.
GRUPPO D 6 SHAKHTAR DONETSK 4 MILAN 3 CELTIC 0 BENFICA
HANNO DETTO:GOURCUFF: “Siamo molto delusi per il risultato, spevamo che era una partita difficile ma dopo il loro primo gol si è complicata ulteriormente. Loro si sono chiusi, noi abbiamo commesso qualche errore, soprattutto a causa del campo difficile: il terreno li ha aiutati”. ODDO: “Il Celtic ha fatto 2 tiri in porta e trovato 2 gol. E’ un momento così, la sfortuna passerà. Anzi, meglio ora che non più avanti. Non meritavamo di perdere, paghiamo ogni minimo errore. Il terreno ha aiutato gli scozzesi, anche se mi aspettavo un Celtic più arrembante. Quella del campo non è una scusante, ci rifaremo più avanti”.